Un futuro migliore per l’Europa: innovazione, integrazione e migrazione.
Il racconto di Vincenzo Di Maria
L’11 e il 12 aprile 2016 l’Europa si è incontrata a Siracusa per parlare di modelli innovativi di integrazione dei migranti e di un futuro possibile per il nostro continente sempre più plurale e sfaccettato. L’iniziativa promossa dalla Commissione Europea e organizzata da SIX Social Innovation Exchange, una rete mondiale di innovatori sociali e AEIDL – l’agenzia europea per lo sviluppo locale – ha visto la partecipazione di 70 professionisti, innovatori e attivisti che lavorano in istituzioni, fondazioni, associazioni e imprese sociali e si occupano di migrazione e innovazione sociale. Impact Hub Siracusa ha aperto i propri spazi e coordinato le attività di comunicazione sul territorio mentre i progettisti di commonground  design partner dell’evento, si sono occupati di facilitare, visualizzare e documentare l’evento. L’iniziativa ha rappresentato anche l’evento conclusivo di SIE Social Innovation Europe  un progetto che connette innovatori e imprenditori sociali a livello europeo per promuovere politiche e pratiche collaborative di innovazione sociale, una rete di istituzioni, associazioni e progettisti.
Durante la prima giornata di lavori si é discusso del contesto internazionale, Europeo e Mediterraneo, affrontando le politiche nazionali dei paesi membro e le prospettive istituzionali delle organizzazioni coinvolte. Tutto nasce da una storia vera, quella del giovane Yayha e del suo viaggio della speranza dal Gambia fino in Italia, terra che lo ha accolto e che grazie al lavoro di alcuni imprenditori sociali impegnati in Sicilia ha trasformato la sua vita imparando a cucinare e cominciando a lavorare nella cooperativa 11eleven di Catania della quale sta diventando socio. Si sono susseguiti interventi e contributi, dalla Commissione Europea a UNDP (United Nations Development Programme) passando per l’esperienza mediterranea di Rosario Sapienza, uomo dai tanti cappelli, ricercatore, antropologo e change-maker nonché fondatore di Impact Hub Siracusa e quella di Barbara Sidoti, hubber che lavora e viaggia tra Africa ed Europa occupandosi di diritti umani, politiche di migrazione e mettendosi in gioco con progetti d’impresa. Le conversazioni e il dibattito che ne sono seguite sono state tanto spontanee quanto partecipate e ricche di scambi di opinioni, informazioni ed esperienze.
La seconda giornata è stata caratterizzata invece da un approccio più pragmatico e progettuale, attraverso la condivisione di casi di studio e progetti pratici arrivati come testimonianze diverse dai più diversi angoli d’Europa, progetti che utilizzano il cibo, la convivialità, la comunicazione o la tecnologia come chiavi di volta per innescare processi di integrazione sostenibili. Dalle app sugli smartphone ai programmi di formazione gratuita per i rifugiati, dal lavoro di mediazione culturale agli incontri sociali intorno al cibo, le opportunità imprenditoriali e scambio di competenze, i processi di integrazione assumono diverse connotazioni a seconda delle regioni e delle comunità locali. Ezio Manzini, uno dei massimi esperti e pensatori nel campo del design per l’innovazione sociale e per la sostenibilità, collaboratore di diverse università dal Politecnico di Milano all’Università delle Arti di Londra e coordinatore del DESIS Network (Design fo Social Innovation and Sustainability) ha rafforzato con il suo intervento l’importanza del metodo progettuale, della necessità di costruire modelli replicabili e di saper riconoscere i servizi formali, informali e collaborativi che i migranti incontrano durante il loro percorso verso l’Europa e durante il processo di integrazione.
L’evento si è concluso nel giardino Artemision di Palazzo Vermexio, sede del Comune di Siracusa, prima con il saluto accogliente ed incisivo del vice sindaco Francesco Italia e dell’assessore alle politiche sociali Rosalba Scorpo e a seguire con una performance teatrale aperta a tutti a cura dell’associazione Isola Quassúd di Emanuela Pistone, che porta insieme ragazzi italiani e migranti in un cocktail multiculturale di poesia e storie reali. Con lo spettacolo “We have a Dream” si è concluso nel cuore di Ortigia un’iniziativa che ha visto danzare insieme Africa ed Europa, grandi istituzioni e piccoli progetti, un’occasione per connettere e collaborare.  Impact Hub Siracusa è diventato per due giorni una finestra sull’Europa che collabora e innova, un luogo per internazionalizzare saperi ed esperienze.
La straordinaria partecipazione di organizzazioni leader nel settore dell’innovazione sociale come UNHCRNestaYoung Foundation  KennislandMelton FoundationSocioLabImpact Hub FirenzeCesviAssociazione Papalagi e molte altre testimoniano l’interesse e la convergenza di energie e progetti in questo ambito. I processi di migrazione non si esauriranno nei prossimi anni e a noi non resta altro che continuare a innovare per un’Europa più integrata e un futuro migliore.
Vincenzo Di Maria, network catalyst e service designer