mobilità sost1 impact hubE’ qui che l’identità di un Hub si esprime in tutta la sua portata per affrontare temi e sfide che riguardano pluralità di voci, interessi, idee ed esigenze che si racchiudono dentro il complesso e talvolta astratto concetto di collettività.

In questo caso il tema caldo della mobilità in un momento delicato per la città in cui il servizio pubblico è alle prese con un bilancio economico in perdita dovuto a svariati fattori, non ultimo quello di non essere più adeguato alle esigenze della città contemporanea, ha reso molto partecipata l’iniziativa

E’ un problema culturale dicono in molti, non c’è l’abitudine ad utilizzare mezzi come la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, al massimo per le passeggiate domenicali. O semplicemente il “vizio” di camminare, ma è anche vero che marciapiedi e transiti pedonali sono spesso malmessi.

Sui vecchi mezzi pubblici sono però tutti concordi che non hanno più le caratteristiche per un servizio di mobilità urbana efficiente: troppo grandi per il sistema viario locale, inquinanti e costosi per l’azienda che li gestisce.

Lo scenario delineato non può non contemplare la macchina, il grande nemico/amico, colei che risolve in fretta i nostri problemi di spostamento ma il cui costo incide sempre più sulle nostre tasche e sul nostro ambiente.

Poi c’è l’utenza, multipla e sfaccettata: lo studente universitario pendolare cui manca il trasporto per raggiungere il centro storico in cui si trova l’Università dagli snodi viari come la stazione dei treni, le persone disabili con tutte le problematiche già insite nelle loro esigenze di spostamento, i dipendenti pubblici che hanno necessità di spostarsi in città per compiere il loro lavoro e ancora i turisti, cui manca uno strumento di comunicazione chiaro per andare alla scoperta della città senza che la sensazione sia quella di trovarsi in una giungla.

Multi-target = Multi-modalità?

E’ quello che avviene nelle metropoli dove la problematica del trasporto è vitale per il buon funzionamento dell’organismo urbano. Il sistema funziona per segmenti di trasporto dove si passa dalla bici al bus elettrico, dal ferry-boat alla metropolitana.

Elettrico è l’altra parola chiave. Il costo del petrolio sia in termini ambientali che biecamente economici lo indica a chiare lettere come una delle alternative migliori.

Tutte queste riflessioni s’inseriscono in un secondo round di “chiacchere al bar” sulle possibili soluzioni al problema e qui entra in gioco una polarità che si rende necessario mediare per poter sviluppare un progetto sostenibile rispetto al tema in oggetto ovvero: pubblico verso privato, come attivare una sinergia?

Tra i nostri hubber emerge un’idea semplice che potrebbe rispondere ad alcuni dei problemi sopra menzionati, un sistema di piccoli mezzi elettrici per spostarsi solo ed esclusivamente all’interno del circuito urbano ad un costo pari a quello del ticket del mezzo pubblico.

Sono dei taxi? In realtà sono una sorta di “taxi sociali”, non paragonabili ai taxi in quanto il semplice fatto che si muovono con carica elettrica anziché a benzina implica la possibilità di offrire tariffe sicuramente più vantaggiose e soprattutto ad un utenza che difficilmente si serve dei taxi in una città di medie dimensioni come Siracusa, se non per spostarsi appunto fuori sede o all’aeroporto.

Ma soprattutto pone la questione di un nuovo modello da regolamentare e di un nuovo mercato su cui investire: è lo spirito dei tempi che ce lo chiede e il fatto che nei tavoli fossero presenti diversi funzionari della pubblica amministrazione e l’assessore alla mobilità Gambuzza fanno ben sperare che la città sia pronta ad iniziare questo tipo di progettualità.

Inutile dire che la mobilità sostenibile è un’incredibile attrattore turistico che può contribuire a rafforzare il brand di una città che vuol puntare sull’innovazione per posizionarsi tra le capitali del Mediterraneo.mobilità sost 4 impact hub

 

 

redazione